SNN 213 – Novembre bis

Siamo tutti Portaladentrari.

Se dichiararsi paese turistico significa prestare attenzione alle esigenze dei visitatori, Sant’Oreste ancora non si può definire tale. L’ultima trascuratezza, speriamo temporanea, viene dal posizionamento del compattatore proprio di fronte al pannello di informazioni turistiche che descrive la strade dei parchi e la chiesa di San Silvestro. Il pannello al momento in cui scriviamo non è stato né rimosso, né riposizionato in altro luogo più visibile. Un paese turistico per essere tale dovrebbe anche mantenere un Centro di informazioni per i visitatori: noi abbiamo l’opportunità di avere un casotto in Piazza Italia che però si trova in condizioni tali (tetto danneggiato) da non poter essere utilizzato: basterebbe un piccolo sforzo per riattivarlo. Nonostante ciò i turisti, soprattutto gli escursionisti, frequentano e vivono la Riserva del Monte Soratte a dimostrazione che per questo flusso di visitatori non servono interventi se non quelli di ordinaria manutenzione, vigilanza e informazione turistica. Nota dolente e molto meno frequentato il centro storico con il relativo decadimento delle attività commerciali, ma il motivo in questo caso dovrebbe ricercarsi nella trascuratezza in cui viene lasciato il paese dentro le mura, a partire dalla segnaletica superflua, i fili elettrici e cavi telefonici volanti, l’abbandono alle opere pubbliche in interi rioni, in particolare Portaladentro, che sarà pure abitata da poca gente, ma pur sempre cittadini di Sant’Oreste e come tali aventi diritto ai servizi e manutenzione così come tutti gli altri.

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Anteprima SNN 211 – Ottobre 2017

S…poetar Cantando 2017

La pioggia ed il maltempo non sono riusciti ad avere la meglio su S…poetar Cantando, la rassegna poetico-musicale santorestese nata una decina di anni fa con lo scopo di trascorrere una domenica pomeriggio di fine estate in un vicolo del paese, diverso ogni anno, nel quale si trova la disponibilità dei residenti e la partecipazione dei cittadini. Un nutrito e caloroso gruppo di compaesani, infatti, domenica 10 Settembre, si è radunato nella piazzetta di via del Podestà e nel portico di via Silvestro Carosi, per trascorrere una magnifica domenica a suon di rime e canzoni popolari. Decisamente in forma Vando Fidanza e Giovanna Balerna, che hanno decantato i loro componimenti con enfasi e verve, supportati da William Sersanti. Ben tre le chitarre (Emanuela, Paolo e Roberto), che si sono intervallate con gli organetti (Maurizio e Federica), creando incantevoli trame sonore; e poi Cesare, coi suoi brani improvvisati “a cappella”, ed un valido gruppo di coriste hanno fatto il resto. La manifestazione ha avuto un ottimo riscontro dal vicinato che si è reso disponibile ad accogliere musicisti, cantanti e poeti offrendo ai partecipanti un gustoso rinfresco a base di dolcetti locali offerto per l’occasione da Marina Spinilli e Beatrice Bellucci. Grazie di cuore a tutti e arrivederci al prossimo anno!

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SNN 209 – Settembre 2017

Ricordiamo il Maestro Zozi Giuseppe promotore del Centro Sociale di Educazione Permanente, oltre che di gite, teatro e centro di lettura. Decine di giovani hanno partecipato alle sue ricerche storiche pubblicate sul libro “l’isola di Kesselring”. Maestro aperto a tutti e promotore di tante altre iniziative. Il Centro Studi Soratte lo ricorda così ed invita i nostri lettori a mandarci i loro ricordi.

Francesco Zozi

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Nun semo niente

 

La poesia è stata letta pubblicamente a Portavalle da Vando in occasione della commemorazione di Davide a pochi giorni dalla sua morte improvvisa.

Er più severo tra i cardinali
ie stava a dì ‘n m’ascorta più sto clero
rispose er prete: qui siam tutti uguali
e ‘nte scordà che stamo ar cimitero

Po’ capità che entri ar campo santo
quanno c’è poca gente o ‘n c’è nissuno
cammini piano, te fermi ‘gni tanto
e li rivedi ‘n faccia uno ad uno

Guardi le foto e leggi fino ‘n fonno
c’è er nome c’è er cognome e c’è la data
der giorno che sta gente venne ar monno
e quanno iè arrivata la chiamata

La morte qui decide la partita
a chi fa campà poco e a chi dà l’extra
a uno ha dato un secolo de vita
a st’atro n’affacciata de finestra

Chi nasce ‘n giorno qui sarà portato
se pia li vecchi e pia li giovanetti
ie tocca a lo sficato e ar fortunato
e ‘n guarda ‘n faccia a ricchi e poveretti

Nun lascia a li potenti vita eterna
così a li poveracci mezzi gnudi
se ritrovamo in questa pace eterna
a l’ombra de quest’arberi pizzuti

Pregi e difetti e debolezze umane
saran seporte con le nostre storie
cosa ie resta a quello che rimane
quarche fotografia e le memorie

Te ghiaccia come er gelo de l’inverno
la perdita d’un fio o d’un parente
chi se credeva d’esse un padre eterno
s’accorge solo mò che ‘nsemo niente.

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Anteprima SNN 205 – Franceschiello ha fatta una rima…

La rima satirica che presentiamo è del 1600. Molto probabilmente l’autore fu processato per la sua opera affissa sui muri di Sant’Oreste, come si evince dai documenti di archivio dai quali è stata estratta la copia. Nella satira che pubblichiamo non viene risparmiato nessuno dei personaggio della vita politica e sociale di allora: il podestà, il cancelliere, il medico e, tra i commercianti ed artigiani il fornaio, il macellaio, lo speziale, il calzolaio, il barbiere e l’oste.

Franceschiello ha fatta una rima

Et ha messo prima prima

Filippo Cacci attillato

Tomassuolo innamorato

Et io di un altro parere

Dirò il contrario se state a vedere:

 

Infelice Santo Resto

Saccio ben che tu stai fresco

Che ti scorticherai presto…

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Anteprima SNN 203 – Il negozio di Attilia

Nel 1876 Capelli Luigi fu Placido comprò per 133 lire dal Demanio e poi dal Capitolo, in Via della Pace, oggi Via Angelo Antonio Cenci, un locale intestato a Capelli Albina. Si vendeva merceria e tessuti, riso, pasta, pepe, citrato. Si faceva spesa due volte l’anno per cinque giorni. In mezzo alla bottega “c’era un focalizzo” per riscaldare l’ambiente. Nel 1939 passò a Malatesta Gerardo e nel 1957 i locali si ampliano. Nel 1968 il negozio si rinnova. Nel 1997 viene affittato a Salustri Anna Rita. Oggi il locale non ospita più attività commerciali in quanto l’Alimentari si è trasferito in Piazza Moroni.

 

Un ricordu i Attiglia (William Sersanti)

M’aresènto ancora mamma che strillava fòrte «Uìglia,
va’ a crompà ‘n filàru i pane lì a bottega i sòra Attìglia»;
io parevo un lepericchju e currevo a fà i commànni,
èro pròpiu munellettu: cumo sò volati l’anni!

Quanno ancora ghjvo a scòla, ci passavo ‘gni matina
e mi piavo, calla calla, ‘na pizzetta i Parmerina;
essa po’ m’arigalava un rumiéllu i carammèlle
ma s’atèro fortunatu, i “moretti” o do’ ciammèlle.

Se nun c’evo mancu un zòrdu, pe’ scroccà ‘na merennina
li dicevo a mùciu ‘rittu «Dòppu paga nònna Rina!»;
si faceva ‘na risata, u sapéa che n’ èra veru
e se tata mi svacava, mi mannava a casa neru!

Ogni tantu lì u bancone ci trovavo pure Ciano
che ‘ffettava ‘che preciuttu c’un curtiéllu finu a mano;
«A me dammi ‘n tuócchju i caciu, quattro mélla e un sfilatinu»,
recitava tutt’i giorni Maggiorina, a mógghje i Chinu.

U negòzziu steva affiancu all’acchjèsa i Sa’ Lorènzu
e u ricòrdu, chì a pilucca, u conzèrvo vivu e ‘ntènzu;
drento a quellu localettu, c’ha passatu um piézz’i vita:
ògghje Attìglia nun c’è piune, da um po’ i anni se n’è ita…

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SNN 201 – U soprannòme ‘nguattatu

Un nuovo rompicapo di William per i solutori più esperti che sarà pubblicato sul SNN 201

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Anteprima SNN 200

Intervista a Francesco Zozi

a cura di Pierluigi Biancini

Nei cinquanta anni della sua storia la Pro Loco ha conosciuto diverse fasi. Presidenti e consiglieri, soci e volontari si sono alternati nelle varie attività. Una persona incarna questa storia meglio di chiunque grazie ad un impegno iniziato fin dagli inizi e mai venuto meno neanche in questi ultimi anni segnati da un grave disagio fisico. Francesco Zozi ricopre negli anni Settanta la carica di consigliere e segretario per divenire Presidente all’inizio degli anni Ottanta, carica che ricoprirà fino a fine Anni Novanta, cedendo il passo all’amico Giorgio Boari Ortolani.

Franco quando inizia la tua storia con la Pro Loco?

Sono sempre stato impegnato nel sociale, io ed i miei amici e coetanei costituivamo un gruppo che scriveva su Soratte Nostro, si incontrava per discutere condividere l’impegno sociale e politico.

Quando sei diventato Presidente?

Divenni presidente succedendo a Gino Balerna, che era giovanissimo e aveva ricoperto la carica a fini anni Settanta. Ero sempre stato impegnato nell’associazione, diciamo che c’era una sorta di preclusione anche derivante dalla mia appartenenza al MSI (allora uno dei partiti fuori dell’arco costituzionale, ndr), c’era stata alternanza tra i presidenti nel decennio precedente ed io subentrai dopo le mie esperienze da consigliere.

Quanto ha contato questo fattore politico nei tuoi rapporti con le amministrazioni?

Ho sempre avuto rapporti di collaborazione con tutte le giunte comunali. Durante l’Amministrazione di Felice Abballe (giunta PCI) pubblicai il libro dello Statuto di Sant’Oreste, ho collaborato positivamente anche con Ennio Acqua e con Giovanni Lazzari, della cui giunta feci parte anche come Assessore alla Cultura. Abbiamo sempre portato avanti i nostri progetti collaborando con tutti, coinvolgendo tutti.

Quali sono i progetti ai quali tieni di più? La cosa di cui sei più fiero?

Nei miei anni la Pro Loco era l’associazione per eccellenza, si può dire che abbiamo portato avanti tanti progetti  ed eventi che è difficile sceglierne uno. Nel mio periodo abbiamo acquisito una nuova sede, spostandoci dall’attuale sede della Caritas presso il Palazzo Parrocchiale nella sede attuale dentro Palazzo Canali.

E ci sono eventi particolari?

Nel 1991 abbiamo creato la Festa dei Vicoli, che allora era vissuta veramente nelle vecchie del Centro Storico, con iniziative semplici, legate alla nostra storia, nello spirito che ancor oggi sopravvive in Spoetar Cantando.

Io ricordo che da bambino tutti gli eventi erano coordinati da te, come riuscivi?

In passato con la Pro Loco organizzavo il Giro delle Fonti, la Festa di Sant’Edisto, convegni di studio e altro ancora. Anche grazie all’aiuto di un gruppo di ragazzi di cui facevano parte Luca, Maurizio, Anna, Carlo, Marco e altri ancora (qui interviene Giovanna che mi dice: la nostra casa era sempre aperta a tutti, di qualsiasi colore politico, artisti, cantanti per questo o quell’evento, era un via vai continuo).

Tu sei stato un grande presidente e anche un grande studioso di storia paesana. Hai pubblicato molti libri, ce n’è uno cui tieni di più?

Il Nome delle Vie, sulla nostra toponomastica è il libro cui sono più affezionato. È il risultato di molte ricerche svolte presso l’Archivio Parrocchiale. Ho lavorato molto nella sistemazione degli archivi. Ritrovai e sistemai quello della Chiesa di Santa Croce, erano tanti volumi da riempire il cassone dell’Ape di mio padre (Raimondo,  ndr).

C’è un progetto che non sei riuscito a realizzare e che vorresti realizzare?

In passato con i ragazzi organizzammo convegni e veglie sul Soratte per la salvaguardia del nostro patrimonio culturale e storico. Abbiamo anche realizzato degli interventi sull’eremo di Sant’Antonio con i volontari, ma non sono riuscito a portare a termine il recupero di Santa Lucia e la mia battaglia per il decoro del Centro Storico.

 Cosa intendi?

Il nostro Centro è invaso da fili elettrici, cavi e altro che deturpano le facciate; questo è un impegno che dovrebbe andare di pari passo con il recupero degli eremi e la valorizzazione del nostro territorio.

 Cosa consigli alla Pro Loco attuale?

Di considerare di più questi aspetti di storia e cultura paesana, di riportare la Festa dei Vicoli nel suo luogo originario, magari allo Spiazzo o variare ogni anno.

È difficile condensare tanti anni in poche righe, Franco ha fatto molto di più ed è stato la Pro Loco di Sant’Oreste, per l’impegno e la passione merita un grazie.

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SNN – 13° Anno – 2003-2016

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Soratte Nostro Nuovo 2003 – 2016

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