SNN220 – anteprima


“U Pallone”

Nei primi del ‘900 si diffonde la tradizione del Pallone soprattutto come manifestazione nei giorni di festa. La creazione meritava di molta attenzione e così anche il suo volo alimentato da una fiammella in una apposita padellina. Ne erano protagonisti gli artigiani, tra questi Ubaldo. Ci volevano ambienti grossi e si utilizzava o la Chiesa di San Biagio o il salone delle moniche nel monastero. La tradizione, dopo essersi fermata perché a maggio un pallone ricaduto bruciò una bancarella riprese con Acqua Giorgio, Balerna Gino ed amici della Pro Loco. Si sperimentarono altre vie per l’elevazione cercando di eliminare il fuoco. Con i palloni di “Peticone” lo slogan in bocca a tutti era ”… o vola u pallone … o vola Peticone”.

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Sant’Oreste 26 02 18 – Soratte

Una intensa nevicata ha coperto il Soratte il 26 febbraio 2018

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Anteprima SNN216 – 2018 Odissea nello … Spiazzo

Antica Piazza delle capre si legge sul cartello d’ingresso allo Spiazzo, memoria di un tempo passato e sicuramente più florido di oggi. Nella piazza Carlo Alberto, dominata dall’imponente ma decadente palazzo Rosati si leggono almeno quattro cartelli “vendesi”, ma altri nei vicoli del quartiere a conferma che i santorestesi non amano più questo posto, dimenticato anche dalle feste paesane che si svolgono ormai solo in altre piazze dove un tempo lo Spiazzo è stato platea per spettacoli teatrali e concerti. Che si siano ancora case abitate si può capire dai contenitori della raccolta differenziata e dalla presenza delle automobili che si incastrano per i vicoli e raggiungono la Piazza-Parcheggio. Forse fu un errore togliere del tutto la fontana che arricchiva l’architettura della piazza! Resiste tra le attività lo studio artistico di Marino Diamanti, la macelleria Leoni ed il ristorante “Il Campanile” ad animare un poco il quartiere. Eppure molti vicoli ed i vicinati sono ben tenuti, abbelliti da piante e fiori, con la cura di chi ancora resiste ed ama vivere qui, nonostante tutto. La circonvallazione avrebbe dovuto dare una nuova vita a questa parte di paese, ma è sotto gli occhi di tutti come è ridotta, ed oggi, questa strada di speranze, rischia di divenire una nuova discarica a cielo aperto del paese!

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N. 215 – GENNAIO 2003 – GENNAIO 2018 – 15° ANNIVERSARIO

Vogliamo solo dire che resuscitare quella testata non è una operazione archeologica perché i motivi informativi e formativi per cui era nata sono tuttora validi anche se siamo nel III° millennio. Giustamente di acqua sotto i ponti ne è passata tanta; a volte ha “scarracciato”, ma lo spirito di partecipazione e di contributo alla crescita è rimasto inalterato. I nuovi scenari cercheremo di tenerlipresenti ma soprattutto tenteremo di porci a confronto con loro. La forza di questo giornale era il localismo a cui daremo, oggi, una connotazione più completa tentando di trovare una dimensione culturale ai fatti che un giornale locale deve registrare. Oggi useremo i mezzi più innovativi, vedi computer e le nuove tecnologie, per metterci più rapidamente in contatto con tanta gente nostra e non. Così Soratte Nostro sarà un giornale che vola in e-mail. Sarà in questa fase un foglio divulgato nei bar. La redazione verrà ospitata dalla Pro Loco e la collaborazione è aperta a tutti, con l’impegno alla pubblicazione di tutti i materiali che ci saranno inviati. Concludiamo con un appello alle vecchie firme del giornale e a tanti giovani che oggi sono in grado di scrivere, di porre i problemi, di fare informazione attraverso la critica, la ricerca, la satira. Speriamo bene. Il materiale potrà essere inviato via posta elettronica. Cari amici vi aspettiamo; scrivete e spedite. Il Responsabile della Redazione (Prof. Francesco Zozi) Sant’Oreste, Gennaio 2003.

Il primo editoriale del Soratte Nostro nuovo, sembra scritto oggi, sono passati invece 15 anni e 215 numeri pubblicati tutti i mesi dell’anno, senza interruzioni, con caparbietà: dai momenti di partecipazione, riflessione, approfondimento, ai momenti più stanchi, tranquilli, sempre specchio di tutto ciò che la vita socio-politica del paese di Sant’Oreste ha proposto in questo periodo. Tante informazioni sono passate attraverso questo giornale che ha ospitato i contributi arrivati dai lettori che non smetteremo di ringraziare per il loro supporto e l’incoraggiamento a continuare. Continueremo? Non sappiamo fino a quando! Per adesso pubblichiamo questo numero 215 che sigilla i 15 anni di informazione locale, orgogliosamente di cultura locale. Continuate a seguirci, scrivete, collaborate, criticate e sostenete. La Redazione

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Anteprima SNN 214 – Eva a Portacosta

Per i vicoli di Portacosta quello che lascia perplessi sono le erbacce ed ortiche che crescono negli angoli delle strade. Può capitare anche di imbattersi in una discarica di mobili, ma questo speriamo sia un episodio da ritenere temporaneo perché altrimenti sarebbe inaccettabile. Il problema principale nell’arredo urbano portacostaro, così come a Portaladentro sono le indicazioni delle vie, poco chiare e a volte mancanti: alcuni residenti hanno pensato bene di mettere un cartello con il nome della via sulla loro porta (!), evidentemente per indirizzare i postini. Vi sono anche in questo rione fili volanti lasciati dai fornitori di telefonia e luce, in più anche due enormi pali di cemento inutilizzati da anni a contaminare la bellezza del rione. Capita poi di imbattersi in un volantino affisso sulla porta di una cantina: “incivili e zozzoni chi butta i fazzoletti per terra”, a conferma del desiderio di pulizia che anima i residenti. Bisogna comunque rilevare che il quartiere è in tanti punti curato con passione e gusto con aiuole, giardinetti e piccoli abbellimenti ad arredare anche le facciate delle case ad ulteriore conferma della voglia di riscatto dei portacostari dopo essere stati martoriati dalla pavimentazione stradale che suscitò scandalo qualche anno fa. A Portacosta possiamo trovare anche una delle poche, se non l’unica, isola pedonale, e non è poco per un paese che non vede di buon occhio le aree senza macchine. La piccola Eva, annunciata dal fiocco rosa sulla porta di una casa  del quartiere, crescerà e giocherà in questi vicoli che speriamo ritrovino il decoro per accoglierla in un ambiente pulito e sicuro.

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SNN 213 – Novembre bis

Siamo tutti Portaladentrari.

Se dichiararsi paese turistico significa prestare attenzione alle esigenze dei visitatori, Sant’Oreste ancora non si può definire tale. L’ultima trascuratezza, speriamo temporanea, viene dal posizionamento del compattatore proprio di fronte al pannello di informazioni turistiche che descrive la strade dei parchi e la chiesa di San Silvestro. Il pannello al momento in cui scriviamo non è stato né rimosso, né riposizionato in altro luogo più visibile. Un paese turistico per essere tale dovrebbe anche mantenere un Centro di informazioni per i visitatori: noi abbiamo l’opportunità di avere un casotto in Piazza Italia che però si trova in condizioni tali (tetto danneggiato) da non poter essere utilizzato: basterebbe un piccolo sforzo per riattivarlo. Nonostante ciò i turisti, soprattutto gli escursionisti, frequentano e vivono la Riserva del Monte Soratte a dimostrazione che per questo flusso di visitatori non servono interventi se non quelli di ordinaria manutenzione, vigilanza e informazione turistica. Nota dolente e molto meno frequentato il centro storico con il relativo decadimento delle attività commerciali, ma il motivo in questo caso dovrebbe ricercarsi nella trascuratezza in cui viene lasciato il paese dentro le mura, a partire dalla segnaletica superflua, i fili elettrici e cavi telefonici volanti, l’abbandono alle opere pubbliche in interi rioni, in particolare Portaladentro, che sarà pure abitata da poca gente, ma pur sempre cittadini di Sant’Oreste e come tali aventi diritto ai servizi e manutenzione così come tutti gli altri.

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Anteprima SNN 211 – Ottobre 2017

S…poetar Cantando 2017

La pioggia ed il maltempo non sono riusciti ad avere la meglio su S…poetar Cantando, la rassegna poetico-musicale santorestese nata una decina di anni fa con lo scopo di trascorrere una domenica pomeriggio di fine estate in un vicolo del paese, diverso ogni anno, nel quale si trova la disponibilità dei residenti e la partecipazione dei cittadini. Un nutrito e caloroso gruppo di compaesani, infatti, domenica 10 Settembre, si è radunato nella piazzetta di via del Podestà e nel portico di via Silvestro Carosi, per trascorrere una magnifica domenica a suon di rime e canzoni popolari. Decisamente in forma Vando Fidanza e Giovanna Balerna, che hanno decantato i loro componimenti con enfasi e verve, supportati da William Sersanti. Ben tre le chitarre (Emanuela, Paolo e Roberto), che si sono intervallate con gli organetti (Maurizio e Federica), creando incantevoli trame sonore; e poi Cesare, coi suoi brani improvvisati “a cappella”, ed un valido gruppo di coriste hanno fatto il resto. La manifestazione ha avuto un ottimo riscontro dal vicinato che si è reso disponibile ad accogliere musicisti, cantanti e poeti offrendo ai partecipanti un gustoso rinfresco a base di dolcetti locali offerto per l’occasione da Marina Spinilli e Beatrice Bellucci. Grazie di cuore a tutti e arrivederci al prossimo anno!

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SNN 209 – Settembre 2017

Ricordiamo il Maestro Zozi Giuseppe promotore del Centro Sociale di Educazione Permanente, oltre che di gite, teatro e centro di lettura. Decine di giovani hanno partecipato alle sue ricerche storiche pubblicate sul libro “l’isola di Kesselring”. Maestro aperto a tutti e promotore di tante altre iniziative. Il Centro Studi Soratte lo ricorda così ed invita i nostri lettori a mandarci i loro ricordi.

Francesco Zozi

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Nun semo niente

 

La poesia è stata letta pubblicamente a Portavalle da Vando in occasione della commemorazione di Davide a pochi giorni dalla sua morte improvvisa.

Er più severo tra i cardinali
ie stava a dì ‘n m’ascorta più sto clero
rispose er prete: qui siam tutti uguali
e ‘nte scordà che stamo ar cimitero

Po’ capità che entri ar campo santo
quanno c’è poca gente o ‘n c’è nissuno
cammini piano, te fermi ‘gni tanto
e li rivedi ‘n faccia uno ad uno

Guardi le foto e leggi fino ‘n fonno
c’è er nome c’è er cognome e c’è la data
der giorno che sta gente venne ar monno
e quanno iè arrivata la chiamata

La morte qui decide la partita
a chi fa campà poco e a chi dà l’extra
a uno ha dato un secolo de vita
a st’atro n’affacciata de finestra

Chi nasce ‘n giorno qui sarà portato
se pia li vecchi e pia li giovanetti
ie tocca a lo sficato e ar fortunato
e ‘n guarda ‘n faccia a ricchi e poveretti

Nun lascia a li potenti vita eterna
così a li poveracci mezzi gnudi
se ritrovamo in questa pace eterna
a l’ombra de quest’arberi pizzuti

Pregi e difetti e debolezze umane
saran seporte con le nostre storie
cosa ie resta a quello che rimane
quarche fotografia e le memorie

Te ghiaccia come er gelo de l’inverno
la perdita d’un fio o d’un parente
chi se credeva d’esse un padre eterno
s’accorge solo mò che ‘nsemo niente.

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Anteprima SNN 205 – Franceschiello ha fatta una rima…

La rima satirica che presentiamo è del 1600. Molto probabilmente l’autore fu processato per la sua opera affissa sui muri di Sant’Oreste, come si evince dai documenti di archivio dai quali è stata estratta la copia. Nella satira che pubblichiamo non viene risparmiato nessuno dei personaggio della vita politica e sociale di allora: il podestà, il cancelliere, il medico e, tra i commercianti ed artigiani il fornaio, il macellaio, lo speziale, il calzolaio, il barbiere e l’oste.

Franceschiello ha fatta una rima

Et ha messo prima prima

Filippo Cacci attillato

Tomassuolo innamorato

Et io di un altro parere

Dirò il contrario se state a vedere:

 

Infelice Santo Resto

Saccio ben che tu stai fresco

Che ti scorticherai presto…

…   …   …

…   …   …

…   …   …

…   …   …

…   …   …

…   …   …

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…   …   …

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