Anteprima SNN 119 – Se la libreria chiude

Se una libreria chiude… (un’altra non apre). Brutti tempi per le librerie. A Roma ne sono state chiuse tante, antiche, di chiara fama, storiche, specialistiche, tradizionali. A Milano non va meglio. Ci sono stati appelli, dimostrazioni, sit-in per la loro salvaguardia, ma non è servito a niente. Gli italiani non leggono e, quando davanti alla Libreria Croce anch’io ho fatto le mie rimostranze contro la chiusura, ho capito che era tutto inutile. Sant’Oreste non sfugge alla stagione dei sigilli. La libreria non ha sedotto i concittadini né ha vinto sui calamitosi tempi di magra economica. Quando chiude una libreria è come se mandassimo al diavolo la cultura, come se dicessimo agli autori “voi non ci interessate, noi non abbiamo bisogno dei vostri libri”. Presunzione, ignoranza, non lo so e nemmeno mi interessa saperlo. Però dispiace commentare le serrande abbassate di Claudio dal quale mi servivo spesso, sempre ricambiato con puntualità e professionalità. E poi la scuola, i ragazzi, tutto il mondo della formazione privati di uno strumento utilissimo. Ma tant’è. Motivi economici, antipatie, alterchi con qualcuno in particolare? La dietrologia non è il mio forte. Sono però certo che il paese ha perso, comunque, un importante e didattico strumento di crescita. Ma in questi tempi, con questi chiari di luna, a chi interessa la crescita culturale? g.b.o.

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2 risposte a Anteprima SNN 119 – Se la libreria chiude

  1. annamaria barba scrive:

    è la cultura che porta la crescita, l’ignoranza la crisi. Probabilmente, con la conoscenza e la cultura non saremmo in questa situazione. Se non ci bevessimo tutto quello che la televisione ci propina, ma andassimo a leggere e cercare i meccanismi che regolano il mondo della comunicazione e quello della finanza forse capiremmo un po’ di più come stanno le cose. Leggere apre la mente e permette di ampliare la visione delle cose e dei meccanismi che regolano le relazioni. leggere e sapere ci fa sentire più sicuri e…poi è anche divertente ed avvincente. Bisognerebbe sempre educare se stessi ed i propri figli alla lettura.

  2. Maria Francesca Zozi scrive:

    E’ triste la chiusura dell’unica libreria mai esistita in questo paese. E’ triste perchè era un punto importante per me in particolare che col fantastico libraio avevo intrapreso un rapporto di amicizia (che sia chiaro non per questo destinato alla fine). Chiude una libreria e non ne riapre certamente una nuova. Chi decide per noi non ha capito che l’investimento sulla crescita culturale di un popolo è l’unico che elimina lo spettro della regressione economica e sorattutto sociale. Era un vanto poter dire ai colleghi dell’università (per lo più provenienti da paesini come Sant’Oreste) che in un centro di 4 mila persone esisteva una libreria nella quale rifornirsi. Con la speranza che le cose possano cambiare anche con il nostro contributo “l’isola” continuerà ad esserci!!

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