Speciale Mostra opere di Samagra – Intervista a Gian Paolo Rispoli

 

La mostra antologica delle opere di Samagra a Sant’Oreste era prevista per lo scorso anno 2014. Per l’occasione Soratte Nostro aveva preparato una serie di domande per un’intervista alle quali Samagra si era riservata di rispondere, ma a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni sono rimaste inevase. Per ricordare Samagra e comprendere meglio il rapporto tra l’artista e Sant’Oreste, abbiamo posto oggi 3 domande al figlio Gianpaolo.

  1. Gianpaolo, tua madre ha scelto di vivere gli ultimi anni della sua vita in un piccolo centro come Sant’Oreste. Come viveva questa decisione e che rapporto c’era con il paese ed i suoi concittadini.

La decisione di venire qui a Sant’Oreste nel 2003 è stata guidata da diversi elementi. Mia madre considerava il Monte Soratte come una montagna sacra e questo le faceva sentire di aver scelto un luogo ricco di energie positive, benefico, oltre che salutare e visivamente bello. Lei ha sempre legato con tutti con grande facilità, ma ci sono voluti diversi anni prima che lei riuscisse a incontrare dei veri amici con cui condividere le passioni per l’arte e per la ricerca spirituale, cose di cui si nutriva quotidianamente. Amava moltissimo il bosco e lì con le sue amiche ogni mattina andava a vedere l’alba e a meditare. Poi, tornata a casa, questo bel panorama le dava una grande ispirazione e si metteva a dipingere per ore sul terrazzo. Posso dire che Samagra ha amato molto i luoghi di questo paese e si è trovata sempre molto bene con tutti i suoi abitanti, mai uno screzio, ma tanto colore e sorrisi.

  1. Sappiamo che Samagra, in occasione della mostra antologica a Sant’Oreste aveva previsto delle attività collaterali da svolgersi nel corso della durata dell’esposizione. Vuoi parlarcene?

In occasione della mostra lei avrebbe voluto proporre diversi laboratori artistici, proprio perché era convinta che tutti possiamo esprimerci attraverso una forma di arte. Uno di questi eventi riguardava la Pittura Zen, un approccio artistico che agevola la consapevolezza e l’equilibrio interiore, unendo il divertimento alla meditazione, adatto anche a chi non ha mai preso in mano un pennello. Fortunatamente mia moglie Wateki aveva in passato già condotto alcuni gruppi di Pittura Zen insieme a Samagra e si è quindi offerta di portare avanti questa iniziativa proprio durante il corso della mostra. Tra gli altri eventi previsti al museo in occasione della mostra ci sono anche cerimonie del thè e partite a “Lila. Il gioco della vita.”, che di fatto è un gioco da tavola creato in India circa duemila anni fa per promuovere la conoscenza del sè.

Gli eventi sono tutti gratuiti e saranno man mano visibili alla pagina web di Samagra: www.facebook.com/mapremsamagra.

 

  1. Samagra era molto affezionata all’arte ed alla storia del paese dove viveva tanto che ha deciso di donare una delle sue più belle opere al Museo. Qualora il Comune di Sant’Oreste mettesse a disposizione un luogo adatto, ritieni possibile una esposizione permanente, l’unica in Italia, delle opere di Samagra?

Questa è una bella possibilità che di sicuro mia madre avrebbe apprezzato. L’idea che le sue opere possano esser ammirate da tutti in modo permanente si accorda bene con il nostro desiderio di condividerne la bellezza. Se ne può quindi parlare volentieri. Ne approfitto comunque per informare chi desiderasse vedere anche le tante altre opere di Samagra che può sempre contattarci al 333/2699786 e ci farà piacere mostrarle direttamente al suo studio di Sant’Oreste.

 

 

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