Anteprima SNN 200

Intervista a Francesco Zozi

a cura di Pierluigi Biancini

Nei cinquanta anni della sua storia la Pro Loco ha conosciuto diverse fasi. Presidenti e consiglieri, soci e volontari si sono alternati nelle varie attività. Una persona incarna questa storia meglio di chiunque grazie ad un impegno iniziato fin dagli inizi e mai venuto meno neanche in questi ultimi anni segnati da un grave disagio fisico. Francesco Zozi ricopre negli anni Settanta la carica di consigliere e segretario per divenire Presidente all’inizio degli anni Ottanta, carica che ricoprirà fino a fine Anni Novanta, cedendo il passo all’amico Giorgio Boari Ortolani.

Franco quando inizia la tua storia con la Pro Loco?

Sono sempre stato impegnato nel sociale, io ed i miei amici e coetanei costituivamo un gruppo che scriveva su Soratte Nostro, si incontrava per discutere condividere l’impegno sociale e politico.

Quando sei diventato Presidente?

Divenni presidente succedendo a Gino Balerna, che era giovanissimo e aveva ricoperto la carica a fini anni Settanta. Ero sempre stato impegnato nell’associazione, diciamo che c’era una sorta di preclusione anche derivante dalla mia appartenenza al MSI (allora uno dei partiti fuori dell’arco costituzionale, ndr), c’era stata alternanza tra i presidenti nel decennio precedente ed io subentrai dopo le mie esperienze da consigliere.

Quanto ha contato questo fattore politico nei tuoi rapporti con le amministrazioni?

Ho sempre avuto rapporti di collaborazione con tutte le giunte comunali. Durante l’Amministrazione di Felice Abballe (giunta PCI) pubblicai il libro dello Statuto di Sant’Oreste, ho collaborato positivamente anche con Ennio Acqua e con Giovanni Lazzari, della cui giunta feci parte anche come Assessore alla Cultura. Abbiamo sempre portato avanti i nostri progetti collaborando con tutti, coinvolgendo tutti.

Quali sono i progetti ai quali tieni di più? La cosa di cui sei più fiero?

Nei miei anni la Pro Loco era l’associazione per eccellenza, si può dire che abbiamo portato avanti tanti progetti  ed eventi che è difficile sceglierne uno. Nel mio periodo abbiamo acquisito una nuova sede, spostandoci dall’attuale sede della Caritas presso il Palazzo Parrocchiale nella sede attuale dentro Palazzo Canali.

E ci sono eventi particolari?

Nel 1991 abbiamo creato la Festa dei Vicoli, che allora era vissuta veramente nelle vecchie del Centro Storico, con iniziative semplici, legate alla nostra storia, nello spirito che ancor oggi sopravvive in Spoetar Cantando.

Io ricordo che da bambino tutti gli eventi erano coordinati da te, come riuscivi?

In passato con la Pro Loco organizzavo il Giro delle Fonti, la Festa di Sant’Edisto, convegni di studio e altro ancora. Anche grazie all’aiuto di un gruppo di ragazzi di cui facevano parte Luca, Maurizio, Anna, Carlo, Marco e altri ancora (qui interviene Giovanna che mi dice: la nostra casa era sempre aperta a tutti, di qualsiasi colore politico, artisti, cantanti per questo o quell’evento, era un via vai continuo).

Tu sei stato un grande presidente e anche un grande studioso di storia paesana. Hai pubblicato molti libri, ce n’è uno cui tieni di più?

Il Nome delle Vie, sulla nostra toponomastica è il libro cui sono più affezionato. È il risultato di molte ricerche svolte presso l’Archivio Parrocchiale. Ho lavorato molto nella sistemazione degli archivi. Ritrovai e sistemai quello della Chiesa di Santa Croce, erano tanti volumi da riempire il cassone dell’Ape di mio padre (Raimondo,  ndr).

C’è un progetto che non sei riuscito a realizzare e che vorresti realizzare?

In passato con i ragazzi organizzammo convegni e veglie sul Soratte per la salvaguardia del nostro patrimonio culturale e storico. Abbiamo anche realizzato degli interventi sull’eremo di Sant’Antonio con i volontari, ma non sono riuscito a portare a termine il recupero di Santa Lucia e la mia battaglia per il decoro del Centro Storico.

 Cosa intendi?

Il nostro Centro è invaso da fili elettrici, cavi e altro che deturpano le facciate; questo è un impegno che dovrebbe andare di pari passo con il recupero degli eremi e la valorizzazione del nostro territorio.

 Cosa consigli alla Pro Loco attuale?

Di considerare di più questi aspetti di storia e cultura paesana, di riportare la Festa dei Vicoli nel suo luogo originario, magari allo Spiazzo o variare ogni anno.

È difficile condensare tanti anni in poche righe, Franco ha fatto molto di più ed è stato la Pro Loco di Sant’Oreste, per l’impegno e la passione merita un grazie.

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