SNN – 13° Anno – 2003-2016

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Soratte Nostro Nuovo 2003 – 2016

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Spoetar … Cantando 2016

SPOETAR CANTANDO – EDIZIONE 2016
Sant’Oreste 11 Settembre 2016 – In via dello Statuto allo Spiazzo

L’organizzazione dello Spoetar… Cantando ringrazia con cuore tutti i partecipanti alla manifestazione, in particolar modo gli abitanti dello Spiazzo, tutti i poeti, cantanti, musici e tutti gli amici poeti che ci hanno raggiunto dai Paesi vicini.

Arrivederci a tutti il prossimo anno

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Il comitato organizzatore aspetta candidature dei vicinati del centro storico
per l’edizione 2017

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Gnommuru Butigghjatu

Distribuendo il Soratte Nostro Nuovo nella versione cartacea nei locali pubblici, abbiamo notato che quasi sempre il cruciverba o i diversi giochi proposti da William ogni mese vengono affrontati con impegno e curiosità, e spesso sono attesi dai lettori per cimentarsi con le definizioni a volte non di facile soluzione che richiedono la consultazione delle persone più esperte e meno giovani.

Per questo motivo abbiamo pubblicato sul sito internet del Centro Studi Soratte

http://www.centrostudisoratte.com/NuoviFile/cruciverba-1-parte.pdf

la prima parte di una raccolta di 43 giochi comparsi sul Soratte Nostro Nuovo nel periodo da Gennaio 2007 (SNN 47) a Febbraio 2010 (SNN 90) con la speranza che possano interessare i lettori più giovani del giornale.

 Buon divertimento…

 

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SNN 189 – Aprile bis 2016

Radio Portavalle

Racconto tratto da “I sassi” di Francesco Zozi

 

Emittente pirata con studi redazionali alle loggette.

Moderna installazione informativa al posto di Radio Fontane.

Frequenza fondo di Portavalle 50 M 2, 0 R.P, trasmette ininterrottamente.

A pochi metri l’ex aretta che però resuscita raramente ma è abbondantemente superata dalla Radio. L’aretta a suo tempo si occupava di polemica politica, radunando folle di ascoltatori. Lì fu coniato il famoso motto estivo degli anni settanta: Commannemo noi e facemo cumo ci pare.

Lì si accapigliarono le parole e i discorsi elettorali. Ora la radio è lì vicina; ha un fondale unico. “Lassù all’edificio non ci si arriverà mai”. Lo speaker impassibile comunica imperterrito. Poi lo studio si apre ai tecnici.

– “Se la pendenza è così alta è perché… occorrerebbe la progettualità”.

Ma un ascoltatore telefona:

– “Mi spiegate a che serve quella strada”?

Subito un’altra chiamata anima lo studio:

– “Ma insomma che è questa storia dei terreni”?

Così vengono buttati sul tavolo una infinità di problemi. Poi telefona un uomo:

– “Ma insomma che è questo accanimento contro i motorini. Mio nipote è bravo, gliel’ho fatto apposta”

Ma non è lo stesso uomo che si lamentava dei giovani d’oggi, senza arte ne parte?

Questo è il dubbio che viene ad un redattore.

Quando la radio è in diretta, offre una panoramica unica.

– “Lo sapete che”…

L’ha detto radio Portavalle.

 

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Cruciverba – Riservato agli esperti

Questo cruciverba di W.S. non riusciamo a risolverlo perché particolarmente difficile. Tra le parole che non riusciamo ad individuare il 4 verticale ed il 16 orizzontale. Lo sottoponiamo quindi agli appassionati esperti affinché ci indichino loro la soluzione.


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A ghj là – 1 Io conóscio quellu i San Francescu e quellu de Carve. 5 Arta Arta. 6 A nòta dòppu a “mi”. 7 Scuóppala Róscia. 8 Su ‘n cima all’òssu… 9 Squagghjati, ‘cciaccati. 10 A seconna e a quinta di curiòli. 11 E prime dell’àrburu. 12 Èrba Fitta. 14 A brìscala vale quattro punti. 16 Zuppu.

A ghj ghjó 1 Fanno còppia ch’e castagnòle. 2 Suppa Muntagna ci sta quellu i San Nonnosu! 3 Cuce l’abbitucci. 4 C’ha e fògghja che ‘ddórono. 6 Cusintu atè l’ómmara ‘m mèzz’a màcchja! 13 E gemèlle de scùffie. 15 Egna Cà!

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SNN 187 – Anteprima

Gasperone ed il fotografo. Rarità di brigante

di G.B.O.gasperone

Malinconia e rassegnazione sembrano dominare questa foto scattata nel carcere di Civita Castellana nel 1870. In essa è ritratto il celebre brigante “Gasperone, il lupo di Sonnino”, al secolo Antonio Gasbaroni, insieme ad altri cinque poveri vecchi anch’essi detenuti. Il fotografo fu un anonimo bersagliere che di ritorno dalla breccia di Porta Pia passò per il Forte del San Gallo adibito a carcere per liberare i detenuti politici. Il brigante, che si era costituito con la sua banda in occasione dell’anno santo del 1825 non aveva nulla a che spartire con i detenuti politici… ma certo i quarantacinque anni ininterrotti di carcere devono aver colpito il bersagliere. Eccoli qui, dunque, il terrificante Gasperone che pare abbia operato anche nelle nostre zone…eccolo qui, barba lunghissima, sguardo dimesso…impugnare un vecchio schioppo in disuso e perdersi nell’obiettivo di una camera fotografica in cerca di rarità. Ed è veramente eccezionale questa foto che ritrae il vecchio brigante devoto alla Madonna. Si…perché la storia di Gasperone e della sua particolare e vissuta devozione a Maria va davvero raccontata tutta…

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Anteprima SNN 183 – Grotta Luk del Soratte

Grotta Luk – In ricordo di un amico

lukVenerdì 30 Ottobre 2015, nell’ambito della manifestazione nazionale “Speleo-Narnia”, ho assistito alla presentazione in anteprima del libro “Grotta Luk”, di Paolo Forconi e Luigi Russo. Si tratta di un racconto in immagini di una difficile esplorazione, che ha portato alla scoperta dell’ennesimo tesoro ipogeo del monte Soratte: la grotta Luk appunto, così chiamata in onore di Lucas Luiz Pérez, speleologo messicano morto tragicamente. Strepitose le fotografie contenute nel volume, ma ciò che più impreziosisce l’opera è indubbiamente quel senso di umana fratellanza che affiora dalle pagine, quello spirito di profonda solidarietà che ha legato, e continua a legare, i due autori (e non solo) al giovane amico: da ciò la scelta di devolvere in beneficenza gli introiti delle vendite alla famiglia del ragazzo scomparso, composta da una moglie e da tre figli piccoli. È stata una giornata davvero emozionante e commovente, di quelle che riempiono il cuore. (WS)

 

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Speciale Mostra opere di Samagra – Intervista a Gian Paolo Rispoli

 

La mostra antologica delle opere di Samagra a Sant’Oreste era prevista per lo scorso anno 2014. Per l’occasione Soratte Nostro aveva preparato una serie di domande per un’intervista alle quali Samagra si era riservata di rispondere, ma a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni sono rimaste inevase. Per ricordare Samagra e comprendere meglio il rapporto tra l’artista e Sant’Oreste, abbiamo posto oggi 3 domande al figlio Gianpaolo.

  1. Gianpaolo, tua madre ha scelto di vivere gli ultimi anni della sua vita in un piccolo centro come Sant’Oreste. Come viveva questa decisione e che rapporto c’era con il paese ed i suoi concittadini.

La decisione di venire qui a Sant’Oreste nel 2003 è stata guidata da diversi elementi. Mia madre considerava il Monte Soratte come una montagna sacra e questo le faceva sentire di aver scelto un luogo ricco di energie positive, benefico, oltre che salutare e visivamente bello. Lei ha sempre legato con tutti con grande facilità, ma ci sono voluti diversi anni prima che lei riuscisse a incontrare dei veri amici con cui condividere le passioni per l’arte e per la ricerca spirituale, cose di cui si nutriva quotidianamente. Amava moltissimo il bosco e lì con le sue amiche ogni mattina andava a vedere l’alba e a meditare. Poi, tornata a casa, questo bel panorama le dava una grande ispirazione e si metteva a dipingere per ore sul terrazzo. Posso dire che Samagra ha amato molto i luoghi di questo paese e si è trovata sempre molto bene con tutti i suoi abitanti, mai uno screzio, ma tanto colore e sorrisi.

  1. Sappiamo che Samagra, in occasione della mostra antologica a Sant’Oreste aveva previsto delle attività collaterali da svolgersi nel corso della durata dell’esposizione. Vuoi parlarcene?

In occasione della mostra lei avrebbe voluto proporre diversi laboratori artistici, proprio perché era convinta che tutti possiamo esprimerci attraverso una forma di arte. Uno di questi eventi riguardava la Pittura Zen, un approccio artistico che agevola la consapevolezza e l’equilibrio interiore, unendo il divertimento alla meditazione, adatto anche a chi non ha mai preso in mano un pennello. Fortunatamente mia moglie Wateki aveva in passato già condotto alcuni gruppi di Pittura Zen insieme a Samagra e si è quindi offerta di portare avanti questa iniziativa proprio durante il corso della mostra. Tra gli altri eventi previsti al museo in occasione della mostra ci sono anche cerimonie del thè e partite a “Lila. Il gioco della vita.”, che di fatto è un gioco da tavola creato in India circa duemila anni fa per promuovere la conoscenza del sè.

Gli eventi sono tutti gratuiti e saranno man mano visibili alla pagina web di Samagra: www.facebook.com/mapremsamagra.

 

  1. Samagra era molto affezionata all’arte ed alla storia del paese dove viveva tanto che ha deciso di donare una delle sue più belle opere al Museo. Qualora il Comune di Sant’Oreste mettesse a disposizione un luogo adatto, ritieni possibile una esposizione permanente, l’unica in Italia, delle opere di Samagra?

Questa è una bella possibilità che di sicuro mia madre avrebbe apprezzato. L’idea che le sue opere possano esser ammirate da tutti in modo permanente si accorda bene con il nostro desiderio di condividerne la bellezza. Se ne può quindi parlare volentieri. Ne approfitto comunque per informare chi desiderasse vedere anche le tante altre opere di Samagra che può sempre contattarci al 333/2699786 e ci farà piacere mostrarle direttamente al suo studio di Sant’Oreste.

 

 

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Contraddizioni di un paese ospitale che fa acqua da tutte le parti!

Difficile giustificare lo stato di abbandono dei vicoli e delle strade del centro abitato di Sant’Oreste, dallo Spiazzo alla Cappella. Infiltrazioni d’acqua, toppe, sporcizia dei cani randagi, abbandono dei rifiuti e  buche che spesso causano cadute e rendono problematico l’attraversamento delle persone con difficoltà motorie. Tutto questo contrasta inspiegabilmente con l’immagine di un Paese a vocazione turistica dove ogni fine settimana decine di visitatori vengono attratti dalle bellezze naturali della Riserva, dai suoi percorsi sportivi, delle grotte, dal Museo, dalla storia delle Gallerie; bellezze che periodicamente vengono riproposte e trasmesse dalle televisioni locali e nazionali, promosse su internet e rilanciate sui quotidiani.

 Non è facile impostare un discorso politico quando la politica non c’è più, e quando il paese è abbandonato sotto ogni punto di vista. Lo scandalo è stato grosso e ne paghiamo le tristi conseguenze. Ma il paese è giusto che si risollevi e che a fianco delle tradizioni possa ritrovare la via che gli compete, e sicuramente ce la farà.

 E non ci metterà certo paura, né tanto meno sconvolgerà l’equilibrio della Comunità, una eventuale accoglienza di immigrati perché Sant’Oreste ha tra le sue tradizioni e caratteristiche che lo contraddistinguono soprattutto l’ospitalità e l’accoglienza.

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